Dalla foto si nota subito una leggera somiglianza tra i due. E così un consigliere comunale del Pdl vuole dedicare una scuola al suo idolo Il Duce. Giovanni Iotti (Consigliere comunale di Reggio Emilia) vorrebbe che in occasione della ristrutturazione a Settembre dell'edificio di Pieve Saliceto di Gualtieri, nella Bassa reggiana, porti il nome di Benito Mussolini: "Qui insegnò a inizio Novecento. Era un maestro severo ma bravo e preparato" Una struttura, lungo via Pieve, che il Comune avrebbe voluto vendere. Ma per le sue caratteristiche estetiche e il valore storico, la Soprintendenza ha posto dei vincoli che, di fatto, hanno scoraggiato l’interessamento dei privati. Così, l’edificio è rimasto del Comune, che negli anni lo ha fatto sistemare per accogliere salette d’uso pubblico, la sede Avis, una sala polivalente, fino agli spazi per il seggio elettorale per elezioni o di referendum. In vista dell’inaugurazione, il consigliere comunale Pdl, Giovanni Iotti, il quale ricopre anche il ruolo di consigliere dell’Unione dei comuni Bassa reggiana, lancia una proposta: «Intitolare quell’ex scuola a… Benito Mussolini». Più che un’idea, un ordine del giorno che Iotti intende presenatare al prossimo consiglio comunale. Iotti la giustifica così: «Non intendo esaltare la figura del Mussolini capo del partito fascista. Intendo invece far ricordare la figura di Benito Mussolini insegnante nelle scuole elementari di questa nostra frazione. I vecchi del paese, figli e nipoti di coloro che furono suoi alunni, ne hanno sentito parlare come di un maestro severo, ma bravo e preparato. Inoltre, lui stesso venne a Pieve Saliceto negli anni Trenta, quando seppe dell’inaugurazione della nuova scuola elementare». «NON dobbiamo dimenticare – aggiunge il consigliere Iotti – che Benito Mussolini, quando da giovane insegnante venne a Gualtieri, era già impegnato in politica, ma come socialista, tanto che venne subito nominato “capo sezione” del partito socialista. Il nostro comune, all’epoca, era stato il primo a essere conquistato da un governo socialista. La mia proposta non vuole essere affatto un’esaltazione del fascismo, ma più semplicemente un ricordo verso un maestro attivo e laborioso, pur se per un breve periodo, nella comunità locale di oltre cento anni fa». Fonte


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