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Lilin - Siamo noi la rarità

Scritto da RadioFusion. Posted in Musica

Artista: Lilin

Titolo: Siamo noi la rarità

Etichetta: Esordisco

Radio date: 22/11/2013

E' in rotazione radiofonica da venerdì 22 novembre il nuovo singolo di Lilin, Siamo noi la rarità, firmato da Bungaro, Chiodo, Lilin. Si tratta di un brano dal sound energico e frizzante, magistralmente prodotto ed arrangiato, impreziosito da una voce delicata, ma passionale, da un testo ricco di immagini e carico di significato, rivoluzionario e profondo, che punta, immediato, all'emozione. Lilin è un’artista di grande talento. E’ scrittrice, cantante, musicista. E’ un mondo da scoprire. “Io – afferma Lilin - individuo il mio punto di fuga, dove tutto converge, nelle architetture e nei paesaggi urbani che mi circondano. La mia fantasia decadente e spiritosa mi fa volare fino a Berlino, tra il cemento, la ruggine ed il colore fresco
dell'arte. Berlino è sempre stata la città per chi sogna la città. Berlino, oggi, è nuovamente la città per chi cerca opportunità. La vita, però, spesso rimescola la carte e detta il gioco. Non resta altro che ricostruire un piccolo modellino della felicità, continuando a sognare”. Lilin (Chiara Pulitanò) è una giovane donna dagli occhi grandi ed il basso a tracolla. Cresce figlia unica nella provincia di Cuneo, lontana da una Calabria che, come ricordo, le ha posato tra i capelli le onde del suo mare. Lilin ha sempre avvertito, accolto e sperimentato l'arte nelle sue forme più molteplici: dalla danza, al teatro, alla musica. Inizia presto a giocare, un po' per indole un po' per tenersi compagnia, con quella sua voce che cercava di farsi largo da tempo. La femminilità adolescenziale e la voce di Julie London in Cry me a River la aiutano ad approcciarsi in maniera raffinata ed intelligente al canto, portando alla luce la sua natura sensibile ed intima. Ma Lilin è molto altro ancora: è passionale ma razionale, è tormentata dal suo pensiero, dispensa sorrisi, è spensierata, attenta, osservatrice. Silenziosa, dalla risata fragorosa. Ironica e giocosa, ha la mente tinta dal sole e dal nero. Semplice e morbida. Il suo nome lo deve proprio a questo sentimento contraddittorio che la fa camminare attraverso la vita; alla dinastia di Lilith, con il suo splendore, i capelli di fuoco e l'inquietudine; all'Amore. Lilin sente dentro di lei il desiderio di scendere nei meandri della sua personalità e, per esternare ciò che avverte, sceglie di suonare il basso, da autodidatta. Con le mani ancora indolenzite aggiunge alle sue live performances questo strumento, suonando anche come bassista in alcune band. Uno strumento sporco. Viscerale. Trova quindi un compagno alla sua voce divenuta forte e piano, ai suoi pensieri seri ed alle su espressioni caricaturali. Forma la sua famiglia scenica. Ogni volta che sfiora quelle corde apre il suo portagioie musicale, dove preziosamente conserva le dive del jazz, il cheap pop di Kumi Solo, passando per il romanticismo di Brahms, l'elettro-pop, Danzig , The Alpines, fino ad arrivare a MGMT, Vasco Brondi ed a Maria Antonietta. Lilin è una cantautrice che vorrebbe alimentare la sua memoria, per questo motivo sente la necessità di raccontare storie e scrivere canzoni: per ricordare. Per ricordare con sentimento i visi, i suoni, il dolore. Gli anni.




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