Sale l'attesa per il terzo concerto in terra sarda di Sting. Dopo le esibizioni allo stadio di Sassari nel 1994 e all'Anfiteatro romano di Cagliari nel 2001, l'ex cantante dei Police presenterà il 26 luglio alla Forte Arena di Santa Margherita di Pula i brani del suo ultimo album, “44/876”.

Gli altri appuntamenti italiani: 28 luglio Roma, Auditorium Parco della Musica; 29 luglio Verona, Arena; 30 luglio Napoli, Etes Arena Flegrea e 1 agosto Taormina, Teatro Antico.

Compositore, autore, attore, Gordon Matthew Sumner, in arte Sting, è nato in Inghilterra, a Newcastle, nel 1951. Fin dalla gioventù dimostra un talento innato per la musica. Mastica un po' di pianoforte, inizia a suonare la chitarra e il basso elettrico e si innamora del jazz. In breve tempo formerà la sua prima band, i "The Phoenix Jazzplayers". Proprio ai tempi dei Phoenix nasce il soprannome “Sting”.

Scelto il nome d'arte, il ragazzo di Newcastle entra in altre formazioni jazz come i "The Riverside Men" e nella "Newcastle Big Band" prima di lasciare l'ensemble con tre musicisti e fondare i "Last Exit" di cui è il leader e cantante.

I “Last Exit” ottengono un buon successo e decidono nel 1976 di trasferirsi a Londra in cerca di un contratto discografico. È in questo periodo che Sting conosce il chitarrista Andy Summers e il batterista Stewart Copeland, rimasto impressionato dalla presenza del cantante – bassista durante un esibizione con i Last Exit.

E qui inizia la leggenda. Copeland convince Sting a fondare i Police con il chitarrista Henry Padovani. Dopo poco tempo lo stesso Padovani viene sostituito da Andy Summers. Nasce così un power trio destinato a cambiare la storia della musica degli anni '70 e '80.

"Outlandes D'Amour", "Reggatta De Blanc", "Zenyatta Mondata", "Ghost in the machine", "Syncronicity" sono i nomi dei capolavori scritti dai 3 e che hanno influenzato generazioni di musicisti negli anni a seguire.

Tra il 1985 e il 1986 Sting decide di intraprendere la carriera solista. Il primo lavoro senza i Police è “The Dream of the blue turtles” ed è ancora legato al jazz benché contenga due perle “pop” come "If You Love Somebody" e "Russians". Un disco a suo modo storico e che sarà la base fondante del successivo doppio live "Bring on the night".

Il secondo atto dello Sting solista è invece "Nothing like the sun". Le atmosfere si fanno più malinconiche e sognanti e dal disco escono gemme come "They dance alone" e "Fragile”, diventata in breve tempo un classico del repertorio.

Bisogna attendere il 1991 per assistere all'uscita di due album completamente autobiografici. Il primo è "Soul cages", trainato dalla Hit "All this time", il secondo è "Ten summoner's tales", contenente 3  indimenticabili successi come "If I ever lose my faith in you", "Fields of gold" e “Shape of My Heart”, uno dei brani musicali dedicati al mondo del gaming entrati nella storia. Ma soprattutto tre brani che saranno imprescindibili in ogni esibizione live degli anni successivi.

Dopo anni intensi passati tra produzioni discografiche, colonne sonore e ottime prove da attore, Sting pubblica nel 1996 “Mercury Falling”, un lavoro irrequieto e nervoso che segna una svolta rispetto alle opere precedenti e che rappresenta il punto di partenza per “Brand new day”, il capolavoro del '99.

Con Brand new day il musicista inglese si da alla sperimentazione più pura e miscela con abilità stili all'apparenza inconciliabili come il canto gregoriano medioevale, il pop africano e la musica country americana.

Sarà l'inizio dell'era più “sperimentale” di Sting. Nel 2003 esce “Sacred love”, album che contiene collaborazioni con artisti hip-hop e con la figlia di Ravi Shankar, il maestro di sitar indiano. Il 2006 è invece l'anno di “Songs from the Labyrinth”, disco per voce e liuto scritto a quattro mani con Edin Karamazov.

Il biennio 2009-2010 sarà estremamente prolifico. Nel 2009 Sting pubblica “If on a Winter's Night” e nel 2010 Symphonicities, un nuovo lavoro in cui vengono riarrangiati pezzi dei Police e del repertorio solista con la collaborazione della Royal Philharmonic Orchestra.

Dopo disco uscito nel 2016 “57th & 9th”, lavoro che segna per l'artista un ritorno al pop/rock dopo oltre un dieci anni, Sting è tornato in questo 2018 con un lavoro scritto a quattro mani con Shaggy. Un album, 44/876, anticipato dal primo singolo "Don't Make Me Wait" che vuole celebrare uno dei generi più amati dall'artista inglese, il reggae.






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