Numerosi utenti segnalano problemi di navigazione. Molti non riescono proprio a navigare nonostante siano regolarmente connessi alla rete internet. Tutti sono accomunati da un unico fattore comune. Il Router. Infatti il problema si presenta principalmente sui dispositivi di marca Tp-Link (TD-W8951ND, td-8901g e altri) ma anche su alcuni Kraun (kr2w), D-link e huawei e Nilox. Compare una schermata dove non risponde il Dns. Pare si tratti di un aggiornamento sui software/firmware dei router che si risolve modificando le impostazioni dei server DNS sulla scheda di rete o resettando totalmente le impostazioni del router in uso e riconfigurandolo dall'installazione guidata.

I server DNS (Domain Name System) consentono la corretta navigazione trasformando i nomi dei siti web in indirizzi IP e viceversa.

Il problema quindi non è della rete, ma del modem che si sta usando in quel momento.

Per risolvere il problema è sufficente cambiare i dns sulla propria scheda di rete impostando quelli di Google o quelli del proprio provider

Quelli di Google sono:

DNS primario: 8.8.8.8
DNS secondario 8.8.4.4

Quelli del proprio provider si possono trovare sui siti ufficiali con una semplice ricerca

ad esempio quelli di tiscali sono:

DNS primario: 213.205.32.70
DNS secondario 213.205.36.70

Per i meno pratici, configurare i dns sulla scheda di rete è semplice basta accedere alle proprietà tcp/ip della proprietà della connessione lan o wifi tramite il pannello di controllo - connessioni di rete (su Windows Xp). Su Vista troverete Pannello di Controllo - Rete e Internet - Visualizza stato della Rete e Attività - Gestisci connessioni di Rete - Connessione alla rete locale (LAN) o Senza Fili a seconda della rete che state utilizzando - tasto destro sull'icona selezionate Proprietà - Protocollo Internet versione 4 (TCP/IPv4) sempre proprietà. Su Windows 7 trovate "Modifica impostazioni scheda" il resto è simile.

Aggiornamento 17 Aprile *** Alcuni provider come ad esempio Tiscali, agevolano l'operazione indirizzando i clienti impattati dall'incoveniente a una pagina che aiuta nella riconfigurazione del router per la risoluzione del problema.

ATTENZIONE!
il tuo modem potrebbe essere infettato dal malware
che modifica le impostazioni dei DNS
e impedisce la navigazione sulla rete Internet.

I server DNS sono di fondamentale importanza perché attribuiscono un nome testuale (nome di Dominio) all'indirizzo IP (indirizzo numerico) dei siti web. I server DNS rendono più semplice all'utente la memorizzazione degli indirizzi web.

Tiscali, società nata e cresciuta sulla capacità di ideare e offrire servizi innovativi, mette a frutto il proprio patrimonio di esperienza e conoscenza dell’industria digitale e, in concomitanza con il successo della nuova release di Indoona 2.2 e a meno di un mese dal lancio del proprio motore di ricerca istella, presenta il progetto Open Campus, uno spazio di lavoro e condivisione che ha il duplice obiettivo di sostenere la nascita di nuove start up in ambito digitale e di accelerarne lo sviluppo. Tiscali ha infatti “aperto” il proprio Campus, situato nell’area di Sa Illetta a Cagliari, mettendo a disposizione non solo spazi e infrastrutture tecnologiche, ma anche
competenze e know-how, offrendo programmi di accelerazione per start up digitali, spazi di co-working e un ricco calendario di eventi e incontri con i protagonisti del mondo dell’innovazione. Open Campus nasce come spazio di condivisione e confronto in cui chi vuole far crescere e sviluppare la propria idea d’impresa, può beneficiare dei servizi logistici primari e accedere al know-how di manager e tecnici Tiscali per accrescere la propria esperienza, anche attraverso un costante scambio di informazioni oltre che alla collaborazione a al confronto con le altre start up.

Venerdì 12 aprile alle ore 16.30 nell'Auditorium di Tiscali è prevvisto un incontro dedicato a coloro che hanno trasformato la propria startup in un’azienda operante sul territorio. Sarà possibile ascoltare le diverse esperienze dalla viva voce di coloro che hanno contribuito alla creazione di un ecosistema sardo di imprese. Diverse le aziende del settore presenti all'incontro: Telit, SEIES, Softfobia, Di-SiDE, Easynetwork, Dao News, Xorovo, My child world, Paraimpu, Prossima Isola.

Tra gli esclusivi appuntamenti in programma, dal 10 al 12 maggio, Open Campus ospiterà, per la prima volta in Sardegna, Startup Weekend, la più grande iniziativa al mondo nell’ambito delle “start up competitions”, che si svolge ormai da anni in molte delle principali città del mondo.
“Il futuro dell’Italia passa dall’innovazione e dall’industria della conoscenza” ha dichiarato Renato Soru, Presidente e Amministratore Delegato Tiscali. “Con Open Campus, vogliamo creare uno spazio di confronto e contaminazione in cui le persone sono animate dalla stessa passione e desiderio di crescere. Ribadiamo il nostro impegno a contribuire allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali, perché il nostro obiettivo è collaborare attivamente al percorso di crescita di nuove imprese, dando spazio all’iniziativa dei molti giovani meritevoli che abbiamo, elemento imprescindibile per garantire un futuro al nostro Paese”.

Per i truffatori ogni mezzo è lecito per raggiungere il loro scopo. Anche quello più macabro e di cattivo gusto. L’ultima trovata è quella di annunciare la falsa morte di personaggi famosi. Questa volta sono stati utilizzati il capitano della Roma Francesco Totti e l’ex concorrente del ‘Grande Fratello’ Carolina Marconi. I truffatori utilizzano lo stratagemma dell’email travestita da notizia di ‘Repubblica.it’ con il seguente oggetto: “Francesco Totti viene trovato morto nella sua abitazione all’alba del 05. 08:40:13” 

Chi lo ha ricevuto via mail, almeno per un attimo avrà avuto un tuffo al cuore, ma è solo un fake, infatti i truffatori spingono l’utente internet a visitare il link proposto al fine di saperne di più sulla stravolgente notizia.

In realtà il click avvia il download di un pericoloso virus, il malware, fortunatamente annientato dalla maggior parte dei software antivirus.
Gli esperti di informatica sono arrivati alla conclusione che il creatore dell’attuale malware è il medesimo del finto telegramma di Poste Italiane, Polizia Postale e simili.

Da Oggi è online istella, il motore di ricerca per l’archiviazione, la ricerca e la condivisione di archivi e contenuti grazie alla partecipazione di utenti, istituzioni e imprese (www.istella.it).

Tiscali, società nata e cresciuta sulla capacità di ideare e offrire nuovi servizi, apre una nuova fase di sviluppo all’insegna dell’innovazione e della valorizzazione della cultura italiana.

Istella è il nuovo motore di ricerca per scandagliare il web, il web nascosto, fatto di archivi e contenuti di inestimabile valore, ed il sapere comune, per conoscere e condividere la cultura italiana, e non solo, dando la possibilità a tutti gli utenti di cercare, contribuire e condividere.

Punto di riferimento nell'immensità del cielo, la stella stilizzata, che rappresenta il nuovo progetto di Tiscali, ricorda anche un nodo della rete o, meglio, il nodo del web italiano. Istella non si propone di sostituire i motori esistenti, ma rappresenta uno strumento di ampliamento e approfondimento della conoscenza; nasce con l’obiettivo di sistematizzare e diffondere il patrimonio culturale nazionale, e non solo. Sono infatti indicizzati con particolare cura i domini italiani, oltre che i maggiori internazionali, per un totale, ad oggi, di oltre 3 milioni di domini, 3 miliardi di pagine e 180 terabytes di dati. Nel tempo, particolare attenzione sarà dedicata al così detto web nascosto, portando l’utente attraverso archivi di grande interesse, molti dei quali mai indicizzati prima.

Questo importante progetto di archiviazione e condivisione dei contenuti, avviato oggi, si prefigge di garantire nel tempo una sempre più approfondita e migliore qualità della ricerca; intende, inoltre, assicurare al Paese un’autonoma capacità tecnologica per un servizio di evidente interesse nazionale, che permetta una maggiore concorrenza e che contribuisca a garantire l’indipendenza e la giusta valorizzazione dei contenuti di tutti i publisher e degli utenti nazionali, valorizzando in tal modo il patrimonio culturale italiano.

Credendo all’immenso valore del sapere comune degli italiani, di qualsiasi formazione ed età, istella punta a crescere anche attraverso i crowd content. Infatti, viene data la possibilità di caricare documenti, immagini, video e audio di interesse comune, senza alcun costo, rendendoli immediatamente disponibili in rete. Attraverso la propria pagina personale, gli utenti potranno effettuare la “pubblicazione” dei contenuti, che saranno indicizzati dal motore per essere facilmente ricercati in rete.

Ricerca, condivisione e partecipazione sono quindi le caratteristiche uniche e differenzianti di istella che lo rendono uno strumento di ricerca ed approfondimento diverso dagli altri motori. Un’altra importante caratteristica che contraddistingue istella dagli altri servizi è la non profilazione degli utenti che effettuano le ricerche: i risultati sono obiettivi e non si basano sui precedenti comportamenti.

L’esclusiva opportunità di accedere a contenuti ed archivi di altissimo valore e difficilmente reperibili sul web sarà resa possibile grazie alla collaborazione di istituzioni, aziende, fondazioni, associazioni, tra cui ad oggi si annoverano: l’Istituto Treccani, l’Agenzia Stampa LaPresse, l’ICAR-SAN (Istituto Centrale per gli Archivi del Ministero dei Beni Culturali), l’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico del Ministero dei Beni Culturali), la Guida Monaci e Blom CGR (Compagnia Generale Ripreseaeree), azienda leader in Italia nel telerilevamento.

Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’Università di Pisa, l’Internet Memory Foundation, Dell e HERE, il brand di location cloud di Nokia, sono i partner tecnologici di istella.

www.istella.it - www.facebook.com/istella.it twitter - l’ashtang #istella.

In questo post non vogliamo fare politica, ma farvi notare quanto si possa guadagnare dal malcontento della gente. Il punto di forza del programma del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è non ricevere finanziamenti pubblici, dimezzare lo stipendio ai politici e non "mangiare" sul fare politica. Ha Raggiunto il 25% dei voti alle ultime elezioni grazie a Internet, e al suo blog sempre aggiornato. Visitando il Blog beppegrillo.it però una cosa salta subito all'occhio, la pubblicità. Il Sito infatti oltre ai banner per l'acquisto dei libri, dvd e altro del comico, presenta la classica pubblicità di Google AdSense, l’agenzia pubblicitaria di Google, la stessa presente anche su questo sito. Parliamo con condizione di causa, perchè sappiamo quanto e come si guadagna con questo metodo. Con AdSense tramite gli annunci pubblicitari si guadagna in base al numero di visite (impression) e click sugli annunci. La differenza la fanno il numero dei visitatori che ovviamente sul blog di Beppe Grillo arrivano a circa 5 Milioni al giorno (fonte Ad Planner - Strumento di Google Pubblico per le campagne pubblicitarie). Secondo Alexa il Blog di Grillo è tra i primi 50 siti in Italia è salito nell'ultimo periodo al 42° posto come numero di visitatori (fonte). Fare una stima esatta dei guadagni non è semplice ma sicuramente sono superiori a quanto possa costare il mantenimento del blog. Accostare le battaglie politiche del movimento a pubblicità di compro oro, concorsi mangia credito o di altre aziende, sarà sicuramente molto remunerativo per la coppia che gestisce il movimento Grillo-Casaleggio, ma pone seri dubbi sulla genuinità della proposta politica. Visto che è possibile pubblicare online le somme guadagnate con AdSense, sarebbe una interessante operazione-trasparenza rendere pubblica la quantità di denaro guadagnata anno per anno con AdSense e magari informare tutti sulla destinazione di questi "fondi". Che percentuale di questi soldi va al Movimento? Quanti soldi vanno a finire nelle tasche di Grillo e Casaleggio? Chi decide come dividere i ricavi? Il Movimento 5 Stelle si fa vanto di non ricevere finanziamenti pubblici perchè tutto viene rendicontato. Ogni centesimo viene registrato e può essere ricondotto ad una determinata persona, pubblicamente. Invece con Google Adsence tutto avviene al buio, nessuno può sapere esattamente quanto guadagni, solo a mountain view (sede di google) lo sanno. La cosa è molto grave ma nessuno ne parla, il Sito beppegrillo.it è comparso addirittura nelle schede elettorali, sotto il simbolo, Pubblicità Gratuita, si strumentalizza tutto per guadagnare soldoni dagli ignari elettori, stufi di questa politica. Perchè il voto a Beppe Grillo, è un voto di protesta, un voto contro la casta, peccato che gli ideali tanto amati forse non solo gli stessi di chi ogni mese incassa il bonifico da Google in qualche conto all'estero a noi del tutto sconosciuto. Occhio quindi perchè Internet è si un mezzo di democrazia diretta, ma occorre saperlo leggere, in tutte le sue forme. Un conflitto di interessi economici incredibile, nascosto dai tanti vaffa del comico, sempre più popolare e quindi di conseguenza sempre più ricco perchè ogni volta che lo sentirete urlare che “la Rete è la libertà”, sappiate che riceve soldi per farlo.

"Abbiamo ricevuto 20 iPhone 5 16GB che non possono essere venduti perché non sono sigillati. Per questo motivo, stiamo facendo una lotteria su questa pagina!
Tutto quello che dovete fare è completare i semplici passi qui sotto per partecipare!
Fase 1. Metti "Mi piace" alla foto (e qui >>> Prodotti Apple Gratuiti per rimanere AGGIORNATO sulle vincite)
Passo 2. Condividi questa foto.
Passo 3. Commento colore nero / bianco
I fortunati vincitori saranno selezionati entro l'8 Marzo. Solo le persone che hanno completato tutte le fasi possono partecipare. I vincitori saranno annunciati alla nostra fan page di Prodotti Apple Gratuiti o in messaggio privato in modo da assicurarsi che ci segui su Facebook. Buona fortuna."

Da giorni, il social network Facebook, é infestato da immagini che indirizzano a pagine che promettono prodotti Apple gratuitamente. Ma perché fanno tutto ciò, e perché la gente ci casca?

Si Tratta di vere e proprie truffe anche se non si chiedono direttamente soldi agli utenti, le pagine una volta raggiunto un tot di mi piace vengono "vendute" cambiando il nome ad aziende che le utilizzano per spam e pubblicità varia.

Non ci vuole molto a capire che è un bluff – Nessuna indicazione sugli autori del concorso, nessuna indicazione di autorizzazioni ministeriali (obbligatorie in Italia), nessuna spiegazione sui criteri di selezione per la spedizione dei premi. La mancanza di qualsiasi riferimento aziendale lascia intendere che si tratti solo di una bufala. Tant'è vero che tra i messaggi in bacheca ce ne sono molti di utenti sospettosi, mentre alcuni chiaramente dichiarano di aver già provveduto a segnalare la pagina ai gestori del Social network.

Quindi occhio e voi che lo fate, che mettete mi piace e condividete le foto, chiedetevi, ma la gente regala senza nessun guadagno prodotti da migliaia di euro, solo con mi piace e commenti?
Non fate la cavolata di dire, tentar non nuoce, perché fate il loro gioco!

La popolare applicazione di chat, utilizzata da milioni di utenti nel mondo, introduce un canone annuale, per ora solo nelle versioni non iPhone, che si paga al primo download. Il costo non è proibitivo, ma la rivolta in Rete scatta comunque: "E' come la Rai", scrivono gli utenti
Scoppia la polemica sul caso Whatsapp, una popolarissima applicazione per chat singole e di gruppo, finora completamente gratuita, ma che ha introdotto un sistema di abbonamento annuale nelle versioni per Android, Windows Phone e Blackberry. La versione iPhone ha un costo fisso al download, e al momento non prevede rinnovo annuale. E questo è uno dei motivi che alimenta i commenti negativi degli utenti, sul Play Store di Google: "Non ci vuole niente a passare ad un'altra applicazione di chat".
Il successo di Whatsapp è cresciuto con il diffondersi degli smartphone, per un motivo molto semplice: il servizio offerto è pari a quello che gli operatori telefonici forniscono con i pacchetti Sms/Mms, con una caratteristica che però azzera ogni discorso: su Whatsapp non si pagava mai nulla. E' ancora così, tutto sommato: 79 centesimi all'anno per inviare messaggi di testo lunghi quanto si vuole, foto e video sono obbiettivamente una non-cifra, considerando anche che l'app non ha pubblicità, e che ci sono dei costi tecnici infrastrutturali che una servizio del genere, con il volume di traffico e utenti che ha, deve in qualche modo sostenere. Ma molti utenti sembrano orientati sulla linea del "non pago". Alternative a Whatsapp ce ne sono, su tutte le piattaforme, da Skype a Tango, da Viber a Facebook Messenger, alcuni dei quali supportano anche chiamate e videochiamate gratuite, e come unici costi hanno quelli delle connessioni a internet, relative ai singoli piani tariffari degli utenti.
Certamente però a colpire non è stato il passaggio dell'app a pagamento, quanto apparentemente il modo: "E' come il canone Rai", si legge sul Play Store, oppure "Dopo averci assuefatti vorreste denaro? Bella politica commerciale. Da strada", paragonando di fatto l'applicazione a una sostanza stupefacente. C'è chi entra però più nel merito: pagare sì, ma per delle funzionalità aggiornate. Che alcuni concorrenti già offrono: "La cifra richiesta è irrisoria, ma uso l'app da anni ed è rimasta sempre la stessa. Pagherei volentieri per l'introduzione di nuove caratteristiche, come la videochat che ormai hanno tutti i programmi simili". E in questo senso, naturalmente nulla vieta di disinstallare l'applicazione e migrare le proprie chat su un altro servizio, senza lo storico e ricominciando da zero. Oppure optare per la sottoscrizione da 79 centesimi. (Repubblica - Tecnologia)

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