Altroconsumo ha denunciato oggi all’AGCOM la pratica commerciale scorretta di sei operatori di telefonia fissa che offrono anche connessione internet (via fibra ottica o adsl): Fastweb, Infostrada, Telecom, Teletù, Tiscali e Vodafone. Gli operatori della telefonia fissa, quando il consumatore decide di cambiare compagnia, sottraggono loro dai 35 ai 107 euro. Il balzello era stato azzerato, ma poi è risorto sotto nomi diversi, quali contributi di disattivazione. Ma si tratta di una beffa che viola i diritti dei singoli utenti e soprattutto ipoteca le dinamiche concorrenziali.
Circa 20mila utenti hanno segnalato la voce in bolletta quest’anno appena trascorso. Una penale bella e buona. Era stata abolita con le cosiddette lenzuolate di liberalizzazioni dell’allora ministro Bersani nel 2007 proprio per semplificare il cambio di fornitore di servizio e promuovere la concorrenza nel mercato.
Altroconsumo non ci sta e passa alle carte bollate. L’associazione di consumatori denuncia all’Autorità per le garanzie delle telecomunicazioni la pratica e l’entità dei costi, né congrui né giustificati dal contesto tecnologico.

"A Fronte di 96 milioni di Euro di Borsa, Qui a Cagliari in questi 12 anni abbiamo dato più di mezzo miliardo di Euro di Stipendi" "Noi Lavoriamo onestamente, altro che Capitalismo di Rapina". Renato Soru, Amministratore Delegato di Tiscali, nella consueta riunione di fine anno con i 1000 dipendenti del provider Sardo, risponde alle provocazioni del libro "Tiscali, Una Storia tutta Italiana" presentato oggi alle 18, nella Sala convegni dell’Associazione stampa sarda, in via Barone Rossi dal giornalista Alfredo Franchini in collaborazione con la componente Sel del Gruppo misto in Consiglio regionale.

Secondo quanto diffuso in una scheda del libro "La parabola di Tiscali è il paradigma della crisi di un capitalismo senza capitalisti né capitali, dove i soliti furbetti hanno condotto i risparmiatori ad una guerra finanziaria che ha avuto come risultato quello di svuotar loro le tasche. Il libro inizia con il racconto dell’ascesa di Soru e del suo provider: nell’ottobre del 1999 l’azienda viene quotata in Borsa e l’anno successivo capitalizza quattordici miliardi di lire contro gli undici della Fiat. Si stanno preparando tempi nuovi e nuovi protagonisti salgono alla ribalta: Renato Soru (Tiscali), Roberto Colaninno (Telecom), Pierluigi Crudele (Finmeccanica), Carlo De Benedetti (Kataweb). Una nuova razza padrona sembra nata dalle ceneri del capitalismo italiano. Una parola riempie la bocca di tutti: “new economy”. Microsoft alimenta il sogno e improvvisamente la Rete e Internet diventano la nuova frontiera di un capitalismo di rapina. D’altronde il momento è propizio, le Banche centrali sono alle prese con un’inflazione monetaria che li porterà a breve a spostare gli investimenti sui titoli in Borsa e sul mercato azionario.

Ma nulla sarebbe potuto succedere senza il “parco buoi”, espressione molto efficace usata negli ambienti finanziari per indicare i piccoli azionisti. Che abboccano. Analisti finanziari invitano i propri clienti a comprare titoli Parmalat, Cirio e bond argentini in una folle corsa verso un baratro finanziario che svuoterà solo le tasche degli ignari risparmiatori. A distanza di dieci anni non rimane quasi più nulla di quelle società, ma mentre sono andati in fumo i risparmi del “Parco buoi”, il “parco delle volpi” se la passa benissimo.
Che cosa non ha funzionato? Sicuramente la ricetta neoliberista di Greenspan non ha retto. Ma soprattutto perché si continua a salvare le banche invece di pensare ai contribuenti? Il modello economico occidentale è ad una svolta. Le economie emergenti (Cina, India e Brasile) hanno saputo proteggersi, la finanza islamica è in crescita. Eppure la lezione non sembra essere stata assimilata: una nuova bolla finanziaria sta prendendo forma: sui mercati finanziari di Wall Street, Facebook e Twitter stanno raggiungendo quotazioni stratosferiche: la domanda è: quanto perderà chi investirà sui titoli dei due social network?

Ma secondo il Fondatore di Tiscali, molto di quanto racconta questo libro è frutto di totale immaginazione dell'autore, o di passaparola senza reali fondamenta; come la presentazione stessa che racconta del trasferimento della sede di Tiscali nell'imponente campus di Sa Illetta a Cagliari dove si sarebbe perso il mozzicone di un sigaro Avana che era stato considerato un cimelio. "Lo aveva lasciato sulla terrazza della villa liberty il cui parco confinava con l'ex casa di Niki Grauso, oggi del banchiere Giorgio Mazzella, un uomo della Banca Rothschild nell'ultima trattativa, quella decisiva, per il debutto in Borsa della società cagliaritana. C'è chi dice che quel mozzicone l'avesse preso Marta Sanna, all'epoca "investor relator" di Tiscali, per ricordo delle giornate che portarono una minuscola azienda sconosciuta a essere valutata più della Fiat. Assunta a ventisette anni con un contratto di formazione lavoro, Marta, capelli ricci e brillantino alla narice, è diventata miliardaria (con le lire) due anni dopo, grazie al pacchetto di azioni avuto in regalo prima della quotazione e cresciuto del 1.800 per cento. Una fortuna capitata a un manipolo di quadri e dirigenti davvero privilegiati. Fatto sta che quel sigaro è diventato un ricordo, proprio come il sogno di chi voleva adoperarsi per creare una società europea nel settore delle telecomunicazioni." Un Ricordo che Renato Soru, non ricorda proprio. Il Libro è stato presentato in collaborazione con il Partito Politico di Sinistra Ecologia e Libertà, fatto che ha non piace per nulla a Soru "Io non so per purtroppo o per bene, mi sono occupato di Politica, ho lasciato la società, per un pò di anni nella vita ho messo al primo cose altre cose e ancora oggi sono probabilmente all'epilogo di una vicenda di protagonismo politico in un ruolo istituzionale, e la paura che magari possa "ritornare" in qualche modo, evidentemente per qualcuno è tanta, e pur di fare del male a me son disposti a far del male a questa società, che non ha mai avuto un euro di contributi pubblici e quando ha chiesto soldi al mercato gli è andati a prendere in Irlanda, in Scozia, Inghilterra, in giro per il mondo a società che tradizionalmente fanno questo di Mestiere"

Una Tiscali, ben diversa da quella raccontata sul libro è quella realmente sul mercato attualmente che non si limita a fornire servizi di Adsl e Fonia ma raccoglie servizi diversi e unici in Italia. Dal social Network "Indoona", ai servizi di Streaming video offerti con "Streamago", al nuovo ambizioso motore di ricerca "Istella" in grado di poter offrire servizi innovativi. "In un Italia in recessione, in un mercato estremamente competitivo, nonostante la crisi, L'Azienda Tiscali è in un sostanziale Equilibrio, produce Cassa, e migliora la sua posizione riducendo il debito.

Un software gratuito per misurare la velocità delle connessioni a Internet, scaricabile liberamente dal sito www.misurainternet.it. L'ha messo a punto l'Autorità garante per le telecomunicazioni. il Misura Internet Speed Test a dire il vero già disponibile da un po di tempo, consente di effettuare, per le linee di accesso a internet da postazione fissa e per tutti i sistemi operativi un test rapido che, entro 4 minuti dalla richiesta dell'utente, verifica la banda in download, la banda in upload e il ritardo.

A differenza di altri software disponibili in rete, Misura Internet Speed Test valuta la prestazione di accesso ad internet esclusivamente della rete dell'operatore con il quale l'utente ha sottoscritto il contratto di fornitura. Inoltre, durante il test, per garantire maggior attendibilità dei risultati il software effettua anche un controllo delle condizioni del PC e della rete locale dell'utenza, fornendo informazioni sugli 'Indicatori di stato del sistema'. Oltre alle condizioni di rete, il test verifica l'occupazione della cpu e della memoria (ram), tipo di connessione (se mediante cavo ethernet o wireless), presenza di altri host (pc, stampanti) in rete, eventuale presenza di traffico spurio sul pc.

Lo speed test valuta la qualità della linea riferita all'arco temporale in cui lo stesso viene eseguito. Qualora il test rilevi valori peggiori rispetto a quelli contrattualmente garantiti, è possibile effettuare un test completo con il software "Ne.Me.Sys" dell'Agcom che verifica la qualità complessiva della linea e rilascia un apposito certificato con il quale gli utenti possono presentare reclamo all'operatore e chiedere il ripristino degli standard pattuiti.

Misura internet speed test risponde all'interesse, tutelato dall'articolo 72 del codice delle comunicazioni elettroniche, di rendere disponibili informazioni comparabili, adeguate ed aggiornate sulla qualità dei servizi offerti dagli operatori e migliorare così la consapevolezza degli utenti sui temi della qualità e della trasparenza dei servizi di accesso ad internet e sui loro diritti in materia.

I Nostri consigli: Non bisogna fissarsi troppo con gli speedtest e tener sempre presente che questi si riferiscono solo ad una velocità media di download da un server e non la "massima" prevista come da contratto. Bisogna sempre poi verificare quale sia la reale velocità di allineamento della nostra connessione, questa è verificabile accedendo alla configurazione dell'modem/router solitamente tramite ip 192.168.1.1 / 192.168.0.1 o 192.168.1.254 a seconda di marca e modello dell'hw. Qualora l'allineamento sia inferiore a quello del contratto è possibile contattare il proprio gestore che verifica il massimo ottenibile della linea che dipende sempre dalla qualità del doppino telefonico telecom, dalla distanza dalla centrale o spesso dal nostro impianto telefonico, vecchio o con qualche filtro adsl danneggiato. Quindi prima di fare qualsiasi speedtest accertiamoci della velocità di allineamento della nostra linea. Se escludendo i problemi dell'impianto, la velocità di allineamento continua ad essere bassa a causa della distanza dalla centrale mettevi le mani in tasca, nessun cambio gestore potrà cambiare questo dato. Come speedtest se volete evitare la procedura di registrazione e download di misura internet il sito più attendibile rimane test.ngi.it veloce e preciso, mentre speedtest.net ormai saturo di server molto lenti non mostra risultati attendibili tranne in qualche server libero come quello di Oristano, quindi se usate questo sito occhio a che server utilizzare per il test, non sempre il più vicino è quello più veloce.

Mandare un semplice sms con Vodafone ultimamente è diventata un impresa eroica. Infatti da giorni persistono i problemi nella rete mobile del primo gestore privato di telefonia mobile in Italia. Per l'invio di un messaggino di testo si è costretti a provare diverse volte, sin quando in preda ad un'attacco di nervi, pronti a sbattere il cellulare a terra, l'sms finalmente parte. Analogo problema anche per le chiamate che non partono, o cadono subito. A nulla serve prendersela con il proprio dispositivo, riavviare o tentare di avere più campo sulle tacchette della ricezione. E' un problema generico, non si capisce ancora la vera causa ma probabilmente secondo quanto riportato da diversi forum, l'anomalia nasce dalla saturazione della stessa rete vodafone, altri ancora l'attribuiscono all'immissione sul mercato delle nuove Nano sim per Iphone 5. Chiamando il 190 per chiedere delucidazioni gli operatori negano il problema consigliando le solite prove del caso (spegni e riaccendi il dispositivo, ripristina le impostazioni di rete...). Ma il problema è evidente ed oggi grazie ad i social network averne un riscontro diretto è immediato. Basta scorrere la home di facebook o twitter per accorgersi di quanti clienti vodafone siano vittime del disservizio. "Solo io ho problemi cn la vodafone", "in ufficio hanno tutti lo stesso problema sn una fregatura" o ancora chi in modo più colorito commenta "fan***o alla vodafone che mi taglia la rete e non mi permette di chiamare o mandare messaggi nei momenti più urgenti pur avendo 4 tacche di campo piene. possiate fallire st***zi.","fa**lo a questa ca**o di vodafone di m**a e a chi c**o l'ha inventata", "LA VODAFONE MI HA PRESO ALLE P**E ORA , IN UNA SETTIMANA RIESCI A SISTEMARE QUESTE CAZ** DI ANTENNE". Insomma non basterebbe una pagina intera per scrivere tutte le proteste che arrivano dai social network. Sarebbe ora che la vodafone sistemasse il problema, assumendone anche le proprie responsabilità anzichè scaricarle sui clienti, proponendo le offerte o mini sconti per ovviare ai disservizi tecnici.

Dopo le truffe dai virus che colpivano i pc con False schermate con i loghi delle Forze dell'Ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza), che abbiamo segnalato in precedente articolo dove l'utente si vedeva "multato" e doveva pagare per riavere il controllo del proprio pc, è arrivato il "virus della SIAE".

Se vi capita, che il computer si blocchi visualizzando una schermata con la richiesta economica con il logo della SIAE per la sua riattivazione è solo una Truffa e la società italiana degli autori ed editori non ne ha alcuna responsabilità.

Ovviamente non pagate nulla ma procedete con la rimozione virus malware

Scaricate ed eseguite Combofix (download diretto o dal sito www.combofix.org)

Oppure

Da modalità provvisoria provate a fare un ripristino configurazione di sistema.

Start - Programmi - Accessori - Utilità di sistema - Ripristino configurazione di sistema

scegliere un giorno in cui funzionava correttamente tutto ed eseguire il ripristino.

Questo il Comunicato della S.I.A.E.

"Stanno arrivando al centralino della SIAE telefonate da più parti d’Italia che segnalano la circolazione in rete di un virus che blocca i computer e fa apparire un avviso con una richiesta di pagamento da parte della SIAE, con tanto di logo.
Mai e in nessun modo la SIAE utilizza o potrebbe utilizzare sistemi di blocco dei computer degli utenti per fare richieste di pagamento. Per contrastare l’ulteriore diffusione del virus sono state allertate le forze dell’ordine competenti." Fonte

WASHINGTON - L'Fbi ha intenzione di togliere la connessione a Internet a milioni di utenti. Il 'web blackout' dovrebbe avvenire l'8 marzo e sarebbe parte di un piano per liberare gli Stati Uniti dai virus Trojan o Cavallo di Troia.

Infatti milioni di pc, negli States ma anche in Europa, sono stati colpiti da questo virus creato in Estonia, DNSChanger Trojan, che modifica alcune impostazioni e conduce il computer sui siti pericolosi. Lo stesso Trojan impedisce all'utente di controllare la sua sicurezza, tenendolo all'oscuro della sua presenza nel sistema. Lo spegnimento della rete servirà a debellare questo tipo di super virus. L'Fbi ha anche diffuso un codice DNS su un sito apposito per scoprire se il pc è infetto. Fonte

Cagliari, 02 febbraio 2012 indoona, l’applicazione italiana sviluppata completamente da Tiscali che consente di chiamare, video chiamare, inviare messaggi, foto, video e la propria posizione in maniera completamente gratuita da smartphone (Wi-Fi e 3G) e da PC agli altri utenti indoona, è disponibile da oggi anche su iPad. Tutti gli utenti che quindi già utilizzano, ed apprezzano, indoona per le proprie chiamate e messaggi potranno scaricare l’applicazione anche sul tablet Apple.

Indoona, l’app tutta italiana che sta contribuendo a rivoluzionare completamente il settore delle comunicazioni personali, ha recentemente prorogato l’offerta promozionale lanciata lo scorso dicembre e che ha riscosso grande successo presso gli utenti.

Fino al 31 marzo, infatti, tutti gli utenti indoona potranno continuare a chiamare gratuitamente tutte le numerazioni di rete fissa in Italia, fino ad un massimo di 200 minuti al mese. Il traffico extrasoglia verrà tariffato secondo i consueti costi del servizio. Mentre le chiamate ai numeri di rete fissa Tiscali sono sempre gratuiti.

indoona per Ipad è disponile in italiano, inglese, spagnolo e cinese e può essere scaricata gratuitamente dall’App Store. La versione per smartphone è invece disponibile per le piattaforme Android e iOS e può essere scaricata dall’Android Market e dall’App Store. Il client per PC e OsX è direttamente per il download sul sito indoona.

Tutti i dettagli sulle tariffe e le caratteristiche del servizio sono disponibili su www.indoona.com

Indoona è anche su Facebook e Twitter

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