Da Oggi è online istella, il motore di ricerca per l’archiviazione, la ricerca e la condivisione di archivi e contenuti grazie alla partecipazione di utenti, istituzioni e imprese (www.istella.it).

Tiscali, società nata e cresciuta sulla capacità di ideare e offrire nuovi servizi, apre una nuova fase di sviluppo all’insegna dell’innovazione e della valorizzazione della cultura italiana.

Istella è il nuovo motore di ricerca per scandagliare il web, il web nascosto, fatto di archivi e contenuti di inestimabile valore, ed il sapere comune, per conoscere e condividere la cultura italiana, e non solo, dando la possibilità a tutti gli utenti di cercare, contribuire e condividere.

Punto di riferimento nell'immensità del cielo, la stella stilizzata, che rappresenta il nuovo progetto di Tiscali, ricorda anche un nodo della rete o, meglio, il nodo del web italiano. Istella non si propone di sostituire i motori esistenti, ma rappresenta uno strumento di ampliamento e approfondimento della conoscenza; nasce con l’obiettivo di sistematizzare e diffondere il patrimonio culturale nazionale, e non solo. Sono infatti indicizzati con particolare cura i domini italiani, oltre che i maggiori internazionali, per un totale, ad oggi, di oltre 3 milioni di domini, 3 miliardi di pagine e 180 terabytes di dati. Nel tempo, particolare attenzione sarà dedicata al così detto web nascosto, portando l’utente attraverso archivi di grande interesse, molti dei quali mai indicizzati prima.

Questo importante progetto di archiviazione e condivisione dei contenuti, avviato oggi, si prefigge di garantire nel tempo una sempre più approfondita e migliore qualità della ricerca; intende, inoltre, assicurare al Paese un’autonoma capacità tecnologica per un servizio di evidente interesse nazionale, che permetta una maggiore concorrenza e che contribuisca a garantire l’indipendenza e la giusta valorizzazione dei contenuti di tutti i publisher e degli utenti nazionali, valorizzando in tal modo il patrimonio culturale italiano.

Credendo all’immenso valore del sapere comune degli italiani, di qualsiasi formazione ed età, istella punta a crescere anche attraverso i crowd content. Infatti, viene data la possibilità di caricare documenti, immagini, video e audio di interesse comune, senza alcun costo, rendendoli immediatamente disponibili in rete. Attraverso la propria pagina personale, gli utenti potranno effettuare la “pubblicazione” dei contenuti, che saranno indicizzati dal motore per essere facilmente ricercati in rete.

Ricerca, condivisione e partecipazione sono quindi le caratteristiche uniche e differenzianti di istella che lo rendono uno strumento di ricerca ed approfondimento diverso dagli altri motori. Un’altra importante caratteristica che contraddistingue istella dagli altri servizi è la non profilazione degli utenti che effettuano le ricerche: i risultati sono obiettivi e non si basano sui precedenti comportamenti.

L’esclusiva opportunità di accedere a contenuti ed archivi di altissimo valore e difficilmente reperibili sul web sarà resa possibile grazie alla collaborazione di istituzioni, aziende, fondazioni, associazioni, tra cui ad oggi si annoverano: l’Istituto Treccani, l’Agenzia Stampa LaPresse, l’ICAR-SAN (Istituto Centrale per gli Archivi del Ministero dei Beni Culturali), l’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico del Ministero dei Beni Culturali), la Guida Monaci e Blom CGR (Compagnia Generale Ripreseaeree), azienda leader in Italia nel telerilevamento.

Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’Università di Pisa, l’Internet Memory Foundation, Dell e HERE, il brand di location cloud di Nokia, sono i partner tecnologici di istella.

www.istella.it - www.facebook.com/istella.it twitter - l’ashtang #istella.

In questo post non vogliamo fare politica, ma farvi notare quanto si possa guadagnare dal malcontento della gente. Il punto di forza del programma del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è non ricevere finanziamenti pubblici, dimezzare lo stipendio ai politici e non "mangiare" sul fare politica. Ha Raggiunto il 25% dei voti alle ultime elezioni grazie a Internet, e al suo blog sempre aggiornato. Visitando il Blog beppegrillo.it però una cosa salta subito all'occhio, la pubblicità. Il Sito infatti oltre ai banner per l'acquisto dei libri, dvd e altro del comico, presenta la classica pubblicità di Google AdSense, l’agenzia pubblicitaria di Google, la stessa presente anche su questo sito. Parliamo con condizione di causa, perchè sappiamo quanto e come si guadagna con questo metodo. Con AdSense tramite gli annunci pubblicitari si guadagna in base al numero di visite (impression) e click sugli annunci. La differenza la fanno il numero dei visitatori che ovviamente sul blog di Beppe Grillo arrivano a circa 5 Milioni al giorno (fonte Ad Planner - Strumento di Google Pubblico per le campagne pubblicitarie). Secondo Alexa il Blog di Grillo è tra i primi 50 siti in Italia è salito nell'ultimo periodo al 42° posto come numero di visitatori (fonte). Fare una stima esatta dei guadagni non è semplice ma sicuramente sono superiori a quanto possa costare il mantenimento del blog. Accostare le battaglie politiche del movimento a pubblicità di compro oro, concorsi mangia credito o di altre aziende, sarà sicuramente molto remunerativo per la coppia che gestisce il movimento Grillo-Casaleggio, ma pone seri dubbi sulla genuinità della proposta politica. Visto che è possibile pubblicare online le somme guadagnate con AdSense, sarebbe una interessante operazione-trasparenza rendere pubblica la quantità di denaro guadagnata anno per anno con AdSense e magari informare tutti sulla destinazione di questi "fondi". Che percentuale di questi soldi va al Movimento? Quanti soldi vanno a finire nelle tasche di Grillo e Casaleggio? Chi decide come dividere i ricavi? Il Movimento 5 Stelle si fa vanto di non ricevere finanziamenti pubblici perchè tutto viene rendicontato. Ogni centesimo viene registrato e può essere ricondotto ad una determinata persona, pubblicamente. Invece con Google Adsence tutto avviene al buio, nessuno può sapere esattamente quanto guadagni, solo a mountain view (sede di google) lo sanno. La cosa è molto grave ma nessuno ne parla, il Sito beppegrillo.it è comparso addirittura nelle schede elettorali, sotto il simbolo, Pubblicità Gratuita, si strumentalizza tutto per guadagnare soldoni dagli ignari elettori, stufi di questa politica. Perchè il voto a Beppe Grillo, è un voto di protesta, un voto contro la casta, peccato che gli ideali tanto amati forse non solo gli stessi di chi ogni mese incassa il bonifico da Google in qualche conto all'estero a noi del tutto sconosciuto. Occhio quindi perchè Internet è si un mezzo di democrazia diretta, ma occorre saperlo leggere, in tutte le sue forme. Un conflitto di interessi economici incredibile, nascosto dai tanti vaffa del comico, sempre più popolare e quindi di conseguenza sempre più ricco perchè ogni volta che lo sentirete urlare che “la Rete è la libertà”, sappiate che riceve soldi per farlo.

"Abbiamo ricevuto 20 iPhone 5 16GB che non possono essere venduti perché non sono sigillati. Per questo motivo, stiamo facendo una lotteria su questa pagina!
Tutto quello che dovete fare è completare i semplici passi qui sotto per partecipare!
Fase 1. Metti "Mi piace" alla foto (e qui >>> Prodotti Apple Gratuiti per rimanere AGGIORNATO sulle vincite)
Passo 2. Condividi questa foto.
Passo 3. Commento colore nero / bianco
I fortunati vincitori saranno selezionati entro l'8 Marzo. Solo le persone che hanno completato tutte le fasi possono partecipare. I vincitori saranno annunciati alla nostra fan page di Prodotti Apple Gratuiti o in messaggio privato in modo da assicurarsi che ci segui su Facebook. Buona fortuna."

Da giorni, il social network Facebook, é infestato da immagini che indirizzano a pagine che promettono prodotti Apple gratuitamente. Ma perché fanno tutto ciò, e perché la gente ci casca?

Si Tratta di vere e proprie truffe anche se non si chiedono direttamente soldi agli utenti, le pagine una volta raggiunto un tot di mi piace vengono "vendute" cambiando il nome ad aziende che le utilizzano per spam e pubblicità varia.

Non ci vuole molto a capire che è un bluff – Nessuna indicazione sugli autori del concorso, nessuna indicazione di autorizzazioni ministeriali (obbligatorie in Italia), nessuna spiegazione sui criteri di selezione per la spedizione dei premi. La mancanza di qualsiasi riferimento aziendale lascia intendere che si tratti solo di una bufala. Tant'è vero che tra i messaggi in bacheca ce ne sono molti di utenti sospettosi, mentre alcuni chiaramente dichiarano di aver già provveduto a segnalare la pagina ai gestori del Social network.

Quindi occhio e voi che lo fate, che mettete mi piace e condividete le foto, chiedetevi, ma la gente regala senza nessun guadagno prodotti da migliaia di euro, solo con mi piace e commenti?
Non fate la cavolata di dire, tentar non nuoce, perché fate il loro gioco!

La popolare applicazione di chat, utilizzata da milioni di utenti nel mondo, introduce un canone annuale, per ora solo nelle versioni non iPhone, che si paga al primo download. Il costo non è proibitivo, ma la rivolta in Rete scatta comunque: "E' come la Rai", scrivono gli utenti
Scoppia la polemica sul caso Whatsapp, una popolarissima applicazione per chat singole e di gruppo, finora completamente gratuita, ma che ha introdotto un sistema di abbonamento annuale nelle versioni per Android, Windows Phone e Blackberry. La versione iPhone ha un costo fisso al download, e al momento non prevede rinnovo annuale. E questo è uno dei motivi che alimenta i commenti negativi degli utenti, sul Play Store di Google: "Non ci vuole niente a passare ad un'altra applicazione di chat".
Il successo di Whatsapp è cresciuto con il diffondersi degli smartphone, per un motivo molto semplice: il servizio offerto è pari a quello che gli operatori telefonici forniscono con i pacchetti Sms/Mms, con una caratteristica che però azzera ogni discorso: su Whatsapp non si pagava mai nulla. E' ancora così, tutto sommato: 79 centesimi all'anno per inviare messaggi di testo lunghi quanto si vuole, foto e video sono obbiettivamente una non-cifra, considerando anche che l'app non ha pubblicità, e che ci sono dei costi tecnici infrastrutturali che una servizio del genere, con il volume di traffico e utenti che ha, deve in qualche modo sostenere. Ma molti utenti sembrano orientati sulla linea del "non pago". Alternative a Whatsapp ce ne sono, su tutte le piattaforme, da Skype a Tango, da Viber a Facebook Messenger, alcuni dei quali supportano anche chiamate e videochiamate gratuite, e come unici costi hanno quelli delle connessioni a internet, relative ai singoli piani tariffari degli utenti.
Certamente però a colpire non è stato il passaggio dell'app a pagamento, quanto apparentemente il modo: "E' come il canone Rai", si legge sul Play Store, oppure "Dopo averci assuefatti vorreste denaro? Bella politica commerciale. Da strada", paragonando di fatto l'applicazione a una sostanza stupefacente. C'è chi entra però più nel merito: pagare sì, ma per delle funzionalità aggiornate. Che alcuni concorrenti già offrono: "La cifra richiesta è irrisoria, ma uso l'app da anni ed è rimasta sempre la stessa. Pagherei volentieri per l'introduzione di nuove caratteristiche, come la videochat che ormai hanno tutti i programmi simili". E in questo senso, naturalmente nulla vieta di disinstallare l'applicazione e migrare le proprie chat su un altro servizio, senza lo storico e ricominciando da zero. Oppure optare per la sottoscrizione da 79 centesimi. (Repubblica - Tecnologia)

DNS ChangerDNS Changer è una delle ultime minacce per chi naviga su internet. Si tratta di un Virus/malware che modifica le impostazioni della scheda di rete dei PC o dei router collegati modificando le impostazioni dei server DNS.

I server DNS (Domain Name System) consentono la corretta navigazione trasformando i nomi dei siti web in indirizzi IP e viceversa. In questo modo, ogni volta che digiti il nome di un sito Internet sulla barra degli indirizzi del browser, il virus DNS Changer trasforma il nome rimandando a pagine di un sito web manipolato, del tutto simile nell’aspetto a quello originale, creato appositamente per truffe on line come il phishing e contenente altri malware o virus capaci di rubare i dati personali degli utenti , quali ad esempio, le credenziali di accesso alla banca on line, il numero della carta di credito , etc.

Il problema quindi non è della rete, del modem o del proprio provider di connessione, ma è sempre e comunque legato al computer che si sta usando in quel momento che potrebbe essere infettato dal malware DNSChanger.

Per sapere se sei vittima del virus, se riesci ad aprire la pagina effettua un test online sul sito http://dns-changer.eu/ in quanto www.dns-ok.it fornito precedentemente da Telecom Italia pare sia down.

Oppure andate sulla proprietà del tcp/ip della connessione lan o Wi-fi e verificate che dns sono presenti. Il malware trasforma i server in un Dns che inizia con la classe 151.99 ad esempio

151.99.252.2 - 151.99.125.3 - 151.99.125.2 - 151.99.250.52 - 151.99.0.100 - etc..

Aggiornamento del 21/22 gennaio 2013 ora i Dns che imposta sono 176.31.229.25 e 176.31.229.24

Per risolvere il problema è sufficente cambiare i dns sulla propria scheda di rete impostando quelli di Google o quelli del proprio provider

Quelli di Google sono:

DNS primario: 8.8.8.8
DNS secondario 8.8.4.4

Quelli del proprio provider si possono trovare sui siti ufficiali con una semplice ricerca

ad esempio quelli di tiscali sono:

DNS primario: 213.205.32.70
DNS secondario 213.205.36.70

Ci Segnalano che son presenti dei problemi anche con Alice - Telecom Italia con i Dns Google

In questo caso per la navigazione regolare Telecom consiglia i propri DNS

DNS primario : 212.216.112.112
DNS secondario : 212.216.172.62

Per i meno pratici, configurare i dns sulla scheda di rete è semplice basta accedere alle proprietà tcp/ip della proprietà della connessione lan o wifi tramite il pannello di controllo - connessioni di rete (su Windows Xp). Su Vista troverete Pannello di Controllo - Rete e Internet - Visualizza stato della Rete e Attività - Gestisci connessioni di Rete - Connessione alla rete locale (LAN) o Senza Fili a seconda della rete che state utilizzando - tasto destro sull'icona selezionate Proprietà - Protocollo Internet versione 4 (TCP/IPv4) sempre proprietà. Su Windows 7 trovate "Modifica impostazioni scheda" il resto è simile.

Una volta che riuscite a navigare impostando i dns, Scaricate ed eseguite il programma Combofix (download diretto da qui o dal sito www.combofix.org). Questo va fatto perchè altrimenti il Virus vi ricambierà i Dns al riavvio del pc.

Il programma Combofix, riavvierà diverse volte il pc quindi fatelo tenendo tutte le applicazioni chiuse.

Per Verificare se i dns sono ancora infetti è possibile verificare on line sempre attraverso questo link http://dns-changer.eu/

Aggiornamento del 23 gennaio 2013

Alcuni provider come Tiscali hanno predisposto una pagina automatica per la la Rimozione del Malware DNSChanger. I Clienti che si ritrovano nella scheda di rete i due dns malevoli vengono reindirizzati a una schemata automatica predisposta dal provider che fornisce le istruzioni per il ripristino della navigazione con Windows XP, Windows Vista, Windows 7 e Windows 8 e la Guida alla rimozione del malware DNSChanger per maggioni info http://assistenza.tiscali.it/tecnica/dnschanger/

Aggiornamento del 24 gennaio 2013

Pare che i due DNS - 176.31.229.24 - 176.31.229.25 che hanno dato grossi problemi questi giorni, non siano frutto del Malware DNS Changer ma appartengano a RapiDNS un servizio fornito gratuitamente proprio contro Malware e Botnet e per Evitare secondo quanto riporta il sito "scomodi blocchi applicati dal tuo ISP su protocolli di Sharing come Torrent e simili". Infatti proprio sul sito (rapidns.net) che fornisce questi dns è indicato un avviso del 22/01/2013 "Problemi di Rete Datacenter" "Dal giorno 21 Gennaio 2013 il nostro provider ha avuto seri problemi tecnici presso il datacenter dove è presente l'infrastruttura dei nostri server DNS, pertanto ci scusiamo per il disservizio che vi abbiamo procurato, vi confermiamo che al momento tutti i problemi sono stati risolti ed il servizio è tornato a funzionare correttamente." Un Down che ha portato disagi a migliaia di utenti. Questo stesso articolo è stato visualizzato da 13.000 utenti in cerca di una soluzione

Altroconsumo ha denunciato oggi all’AGCOM la pratica commerciale scorretta di sei operatori di telefonia fissa che offrono anche connessione internet (via fibra ottica o adsl): Fastweb, Infostrada, Telecom, Teletù, Tiscali e Vodafone. Gli operatori della telefonia fissa, quando il consumatore decide di cambiare compagnia, sottraggono loro dai 35 ai 107 euro. Il balzello era stato azzerato, ma poi è risorto sotto nomi diversi, quali contributi di disattivazione. Ma si tratta di una beffa che viola i diritti dei singoli utenti e soprattutto ipoteca le dinamiche concorrenziali.
Circa 20mila utenti hanno segnalato la voce in bolletta quest’anno appena trascorso. Una penale bella e buona. Era stata abolita con le cosiddette lenzuolate di liberalizzazioni dell’allora ministro Bersani nel 2007 proprio per semplificare il cambio di fornitore di servizio e promuovere la concorrenza nel mercato.
Altroconsumo non ci sta e passa alle carte bollate. L’associazione di consumatori denuncia all’Autorità per le garanzie delle telecomunicazioni la pratica e l’entità dei costi, né congrui né giustificati dal contesto tecnologico.

"A Fronte di 96 milioni di Euro di Borsa, Qui a Cagliari in questi 12 anni abbiamo dato più di mezzo miliardo di Euro di Stipendi" "Noi Lavoriamo onestamente, altro che Capitalismo di Rapina". Renato Soru, Amministratore Delegato di Tiscali, nella consueta riunione di fine anno con i 1000 dipendenti del provider Sardo, risponde alle provocazioni del libro "Tiscali, Una Storia tutta Italiana" presentato oggi alle 18, nella Sala convegni dell’Associazione stampa sarda, in via Barone Rossi dal giornalista Alfredo Franchini in collaborazione con la componente Sel del Gruppo misto in Consiglio regionale.

Secondo quanto diffuso in una scheda del libro "La parabola di Tiscali è il paradigma della crisi di un capitalismo senza capitalisti né capitali, dove i soliti furbetti hanno condotto i risparmiatori ad una guerra finanziaria che ha avuto come risultato quello di svuotar loro le tasche. Il libro inizia con il racconto dell’ascesa di Soru e del suo provider: nell’ottobre del 1999 l’azienda viene quotata in Borsa e l’anno successivo capitalizza quattordici miliardi di lire contro gli undici della Fiat. Si stanno preparando tempi nuovi e nuovi protagonisti salgono alla ribalta: Renato Soru (Tiscali), Roberto Colaninno (Telecom), Pierluigi Crudele (Finmeccanica), Carlo De Benedetti (Kataweb). Una nuova razza padrona sembra nata dalle ceneri del capitalismo italiano. Una parola riempie la bocca di tutti: “new economy”. Microsoft alimenta il sogno e improvvisamente la Rete e Internet diventano la nuova frontiera di un capitalismo di rapina. D’altronde il momento è propizio, le Banche centrali sono alle prese con un’inflazione monetaria che li porterà a breve a spostare gli investimenti sui titoli in Borsa e sul mercato azionario.

Ma nulla sarebbe potuto succedere senza il “parco buoi”, espressione molto efficace usata negli ambienti finanziari per indicare i piccoli azionisti. Che abboccano. Analisti finanziari invitano i propri clienti a comprare titoli Parmalat, Cirio e bond argentini in una folle corsa verso un baratro finanziario che svuoterà solo le tasche degli ignari risparmiatori. A distanza di dieci anni non rimane quasi più nulla di quelle società, ma mentre sono andati in fumo i risparmi del “Parco buoi”, il “parco delle volpi” se la passa benissimo.
Che cosa non ha funzionato? Sicuramente la ricetta neoliberista di Greenspan non ha retto. Ma soprattutto perché si continua a salvare le banche invece di pensare ai contribuenti? Il modello economico occidentale è ad una svolta. Le economie emergenti (Cina, India e Brasile) hanno saputo proteggersi, la finanza islamica è in crescita. Eppure la lezione non sembra essere stata assimilata: una nuova bolla finanziaria sta prendendo forma: sui mercati finanziari di Wall Street, Facebook e Twitter stanno raggiungendo quotazioni stratosferiche: la domanda è: quanto perderà chi investirà sui titoli dei due social network?

Ma secondo il Fondatore di Tiscali, molto di quanto racconta questo libro è frutto di totale immaginazione dell'autore, o di passaparola senza reali fondamenta; come la presentazione stessa che racconta del trasferimento della sede di Tiscali nell'imponente campus di Sa Illetta a Cagliari dove si sarebbe perso il mozzicone di un sigaro Avana che era stato considerato un cimelio. "Lo aveva lasciato sulla terrazza della villa liberty il cui parco confinava con l'ex casa di Niki Grauso, oggi del banchiere Giorgio Mazzella, un uomo della Banca Rothschild nell'ultima trattativa, quella decisiva, per il debutto in Borsa della società cagliaritana. C'è chi dice che quel mozzicone l'avesse preso Marta Sanna, all'epoca "investor relator" di Tiscali, per ricordo delle giornate che portarono una minuscola azienda sconosciuta a essere valutata più della Fiat. Assunta a ventisette anni con un contratto di formazione lavoro, Marta, capelli ricci e brillantino alla narice, è diventata miliardaria (con le lire) due anni dopo, grazie al pacchetto di azioni avuto in regalo prima della quotazione e cresciuto del 1.800 per cento. Una fortuna capitata a un manipolo di quadri e dirigenti davvero privilegiati. Fatto sta che quel sigaro è diventato un ricordo, proprio come il sogno di chi voleva adoperarsi per creare una società europea nel settore delle telecomunicazioni." Un Ricordo che Renato Soru, non ricorda proprio. Il Libro è stato presentato in collaborazione con il Partito Politico di Sinistra Ecologia e Libertà, fatto che ha non piace per nulla a Soru "Io non so per purtroppo o per bene, mi sono occupato di Politica, ho lasciato la società, per un pò di anni nella vita ho messo al primo cose altre cose e ancora oggi sono probabilmente all'epilogo di una vicenda di protagonismo politico in un ruolo istituzionale, e la paura che magari possa "ritornare" in qualche modo, evidentemente per qualcuno è tanta, e pur di fare del male a me son disposti a far del male a questa società, che non ha mai avuto un euro di contributi pubblici e quando ha chiesto soldi al mercato gli è andati a prendere in Irlanda, in Scozia, Inghilterra, in giro per il mondo a società che tradizionalmente fanno questo di Mestiere"

Una Tiscali, ben diversa da quella raccontata sul libro è quella realmente sul mercato attualmente che non si limita a fornire servizi di Adsl e Fonia ma raccoglie servizi diversi e unici in Italia. Dal social Network "Indoona", ai servizi di Streaming video offerti con "Streamago", al nuovo ambizioso motore di ricerca "Istella" in grado di poter offrire servizi innovativi. "In un Italia in recessione, in un mercato estremamente competitivo, nonostante la crisi, L'Azienda Tiscali è in un sostanziale Equilibrio, produce Cassa, e migliora la sua posizione riducendo il debito.

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L'importanza del sonoro nel gaming

La musica ha un valore fondamentale nella vita di ognuno: fa tornare il buonumore, permette di rilassarsi, di tirare fuori le proprie emozioni, di rivivere momenti importanti della propria vita. Non a caso, le colonne sonore giocano un ruolo essenziale anche nel cinema, in quanto capaci di coinvolgere lo spettatore anche dal punto di vista emotivo, rendendo ancor più memorabili i principali accadimenti della trama. Fin dai primissimi anni del nuovo millennio, lo stesso avviene anche per il mondo del gaming. Ma quanto è importante la musica in questo settore?

Gaming ed elementi sonori

Il gaming non è fatto solo di immagini e di gameplay, ma anche di elementi che passano spesso in secondo piano agli occhi e alle orecchie dei meno esperti: il sound design e le musiche. Per capire quanto la componente sonora sia fondamentale anche all’interno di questo tipo di prodotti di intrattenimento è sufficiente pensare a saghe di videogiochi come Final Fantasy, le cui musiche rientrano tra le più belle del mondo del gaming. Tra le più famose, riportate nella classifica personale di Gamempire, rientrano per esempio First Love, uno dei brani d’amore più rappresentativi della cantante Hikaru Utada, e Tidus & Yuna’s Theme, tra i brani più romantici e tristi di Final Fantasy X, scritto da Nobuo Uematsu, Masashi Hamauzu e Junya Nakano. L’importanza della musica, però, non è riconosciuta solo in questo tipo di prodotti, caratterizzati da trame complesse e da animazioni di ultima generazione, ma anche nel mondo del gioco d’azzardo. Molti prodotti di intrattenimento recenti sono infatti ispirati a film e serie tv di grande successo e presentano di conseguenza una grande attenzione agli elementi sonori di contorno. Game of Thrones 15 linee, una delle slot machine presenti sulla piattaforma di intrattenimento Betway Casino, ha tra i suoi punti di forza proprio gli elementi sonori e le musiche, riprese direttamente dal telefilm di successo che per quasi un decennio ha tenuto incollati allo schermo milioni di persone. La maggior parte delle slot machine lanciate negli ultimi anni, inoltre, dimostra di essere particolarmente attenta al cosiddetto sound design, ovvero a tutti quelli elementi sonori che informano il giocatore di azioni ed eventi particolari. Come spiegato in un articolo di Everyeye, esempi di sound design possono essere il rumore dei passi, il fischio dei proiettili, lo scroscio della pioggia: tutti elementi che aggiungono informazioni sul contesto in cui il giocatore interagisce.

Chi lavora ai suoni e alle musiche?

I passi in avanti fatti nel mondo del gaming dagli anni ’60 a oggi sono davvero tanti: se i primi giochi erano completamente privi di suoni, oggi è addirittura impensabile immaginare un prodotto di intrattenimento senza alcun effetto sonoro di sottofondo. È anche per questo motivo che i giochi, per essere prodotti, necessitano oggi di più figure professionali e non possono pertanto essere ideati da un solo sviluppatore come avveniva diversi decenni fa. Al giorno d’oggi, in altre parole, sono necessarie competenze ben al di là della programmazione per creare un prodotto ben rifinito. In quest’ottica, molto importante è quindi la figura del sound designer, che si occupa proprio della gestione dei suoni all’interno dei videogiochi. Come raccontato in un’intervista a Matteo Stronati, sound designer di Riot, occuparsi di sound design richiede competenze ben specifiche, relative al mondo di ambienti interattivi come i videogiochi. L’audio di un gioco funziona in modo molto diverso rispetto a quello di un film: mentre nel film i principali momenti emotivi sono già noti in partenza, nei giochi questi sono da ricondursi ad azioni specifiche del giocatore, che non possono essere previste a livello temporale. Anche un suono semplice come quello dei passi, inoltre, può essere modellato in tantissimi modi a seconda del luogo e del terreno in cui cammina il personaggio. Oltre alla gestione dei suoni, che è appunto responsabilità dei sound designer, alla creazione di un videogioco collaborano anche i compositori, che si occupano delle musiche, e i voiceover designer, che si occupano di doppiaggio, affiancati da altre figure professionali di supporto.

La creazione di un videogioco è un lavoro di grande responsabilità e impegno: come in ogni prodotto di intrattenimento, la musica e gli elementi sonori ricoprono un ruolo di fondamentale importanza, in quanto capaci di coinvolgere i giocatori e di sprigionare tutte quelle sensazioni che risiedono nella parte emotiva di ognuno di noi.